Alghero

A 55 km da Stintino

Alghero è conosciuta anche come Barceloneta, la piccola Barcellona: la città ha infatti conservato l’uso della lingua catalana, di cui è un’isola linguistica e il 22,4% dei suoi abitanti lo parla nella variante algherese, riconosciuta dallo stato italiano e dalla Regione autonoma della Sardegna come lingua minoritaria.

La città, una delle principali della Sardegna e quinta della regione per numero di abitanti (circa 44.000), è una delle porte di accesso all’Isola, grazie all’aeroporto che sorge nelle vicinanze di Fertilia.

È il capoluogo della Riviera del Corallo, nome che deriva dal fatto che nelle acque della sua rada è presente la più grande quantità del prezioso corallo rosso della qualità più pregiata, pescato tuttora da corallari subacquei, attività che, con la lavorazione e la vendita, da secoli ha avuto una grande importanza di carattere economico e culturale, tanto che il ramo di corallo è inserito nello stemma della città.

Alghero, nella sua massima espansione, ebbe una cinta muraria lunga oltre 1700 metri, ai quali devono aggiungersi i rivellini demoliti ad inizio ‘900. Di questa imponente struttura oggi si conservano ancora circa 1200 metri, tutti in ottimo stato anche grazie agli accorti restauri effettuati negli anni.

Sono numerosi gli edifici del Centro Storico appartenuti a nobili o aristocratiche famiglie.

Una concentrazione particolarmente importante che ancora oggi rende bene l’idea di quale ruolo strategico rivestisse Alghero nel panorama politico Catalano.

Nella sola piazza Civica se ne contano ben 6, ossia i palazzi d’Albìs (o Ferrera), Lavagna, della Dogana reale, Bolasco, Serra, e Liperi. Nell’attigua piazza Duomo si aggiungono il palazzo Manno e quello del Pou Salit. Ma basta spostarsi nelle vie che si diramano da queste due piazze per osservarne numerosi altri.

Sono in totale oltre 20 gli edifici di pregio del Centro Storico. 

Siti archeologici

Numerosi i siti archeologici extra urbani: la Necropoli di Anghelu Ruju (dove è possibile visitare le Domus de Janas) la collina di Santu Pedru, la villa di epoca romana (Santa Imbenia), il sito della Purissima (dove si crede sorgesse la città scomparsa di Carbia) e i complessi nuragici del Nuraghe Palmavera e di Santa Imbenia, oltre a vari nuraghi più o meno conservati sparsi su tutto il territorio, più una tomba nobile, la Tomba Aragonese.