Grotte di Nettuno – Capo Caccia (Alghero)

A 50 km da Stintino  un angolo di paradiso creato dal mare

 Le Grotte di Nettuno (in catalano Coves de Neptú) sono delle formazioni carsiche situate a circa 24 km da Alghero, nel versante nord-ovest del promontorio di Capo Caccia, nella Sardegna nord-occidentale.

La grotta fu scoperta da un pescatore locale nel XVIII secolo, e fin da allora si rivelò una popolare attrazione turistica. La grotta prende il suo nome dalla divinità romana del mare, Nettuno.

La lunghezza totale della grotta è stimata approssimativamente intorno ai 4 km, ma solo alcune centinaia di metri sono visitabili dal pubblico.

All’interno si trovano conformazioni calcaree come stalattiti e stalagmiti, e un lago salato (“La Marmora”) di circa 120 metri di lunghezza, il cui livello è lo stesso di quello del mare. La grotta fu un tempo abitata dalla Foca monaca, della quale al giorno d’oggi non vi è più traccia.

Si può accedere alla grotta in due diversi modi:

 – mediante una scalinata di 654 gradini che si snoda lungo la parete del massiccio di Capo Caccia, la cosiddetta Escala del Cabirol (in catalano, La scala del capriolo, proprio per la particolare conformazione che si inerpica sul promontorio).

Oppure via mare, con partenza dal porto di Alghero o dall’imbarco del molo della Dragunara a Porto Conte, questa scelta è consigliata soprattutto se si vuole visitare parte della costa e/o non si abbia voglia o possibilità di fare i 654 gradini, impresa ardua soprattutto per il ritorno.

Curiosità:

Nell’estate del 1978 nella Grotta di Nettuno è stato girato il film L’Isola degli uomini pesce con regia di Sergio Martino e con protagonista Barbara Bach. La grotta è diventata quindi per circa 2 mesi un gigantesco set dove sono stati costruiti una piccola nave ed una piattaforma in stile ottocentesco simile agli ambienti delle avventure di fantascientifiche dei racconti di Giulio Verne. Il film è uscito in Italia nel 1979 e distribuito in tutto il mondo.